Storia - ENEA Orienteering

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Un po di storia dell'ENEA Casaccia Orientering

Partiamo dagli inizi tornando indietro di quasi cinquant'anni. Nel 1966 Sergio Grifoni, ricercatore dell'ENEA (che all'epoca si chiamava CNEN), è responsabile, per conto del suo ente, di un programma nel quale sono coinvolti anche i corrispondenti Enti norvegesi e svedese. Per seguire il programma trascorre molti mesi in Scandinavia. Qui incontra Valerio Tosi, che per lo stesso programma è appena passato dall'Ente norvegese, dove ha lavorato 7 anni, all'ENEA. E' Valerio Tosi a portare Sergio Grifoni alla prima gara nell'aprile del 1967: da quel momento, il virus dell'orientamento, che ha già ampiamente contagiato Valerio, si trasmetterà anche a Sergio.
Tornato in Italia decidono di organizzare una gara nei dintorni del centro nucleare della Casaccia, vicino a Roma. Tosi è un po' scettico sulla possibilità di fare "orienteering" nell'agro romano, forse per averlo fatto per tanti anni nelle stupende foreste norvegesi. Grifoni è più deciso: d'altra parte o così, o mai più.
Il primo problema da affrontare è quello della carta. Credo risulti abbastanza incredibile, a chi si sia avvicinato all'orientamento in tempi recenti, sapere che questo problema viene risolto in pochi giorni, acquistando una carta IGM al 25.000. D'altra parte, anche in Norvegia e Svezia si usavano allora le carte militari, salvo che per le gare più importanti, e le carte IGM dell'agro romano non avevano nulla da invidiare a quelle scandinave: si trattava di carte appena revisionate, a tre colori, situazione privilegiata rispetto alla gran parte del territorio nazionale. Non si può però, a causa del costo, utilizzare ogni volta una carta originale. Vengono perciò fatte delle fotocopie e ogni atleta, se lo desidera, può colorare la propria copia basandosi sull'originale. Per l'organizzazione della gara, sul modello scandinavo, basta una sola persona: tracciatore, direttore di gara, giudice di partenza e arrivo (questi, ovviamente, sempre coincidenti). I materiali occorrenti: semplicemente pochi quadrati di carta bianca e rossa come lanterne e, al posto dei punzoni, una lettera da ricopiare o memorizzare e comunicare poi all'arrivo (più tardi sostituite da matite di diversi colori, con cui segnare i riquadri del cartellino di gara).
La prima gara, organizzata da Sergio Grifoni, vede la scoraggiante partecipazione di soli 5 partenti e 3 spettatori; la seconda, organizzata da Valerio Tosi, sempre le stesse 8 persone; la terza, ancora organizzata da Tosi, vede due nuove reclute. Alla quarta gara la prima significativa novità: l'organizzatore è un nuovo entusiasta, Gianfranco Cardosi e partecipano 12 concorrenti (tra cui una donna). Il seme è ormai gettato.
Poco dopo viene allestito, in uno spazio di servizio, un tabellone su cui vengono incollate tra loro le carte IGM dell'intero comprensorio, sulle quali vengono man mano riportati i percorsi delle gare disputate. Nello stesso spazio i concorrenti possono trovare informazioni relative alla prossima gara: località, carta, tracciatore/organizzatore ecc... Ad opera dei volenterosi di turno vengono anche conservati e archiviati i dati relativi alle gare disputate. Dal 1972 in poi la cosa risulterà relativamente facile: le classifiche e l'archivio vengono gestiti col calcolatore.
E' così possibile effettuare ogni anno un bilancio. Il primo anno registra un'attività addirittura frenetica: 43 gare organizzate, cui partecipano complessivamente 44 persone.
Già nel 1968 l'orientamento entra a far parte ufficialmente delle attività del Cral. E' particolarmente interessante il bilancio dei primi 7 anni, fino al 1974, cioè l'anno in cui Vladimir Pacl fa scoprire l'orientamento in Trentino: 178 gare organizzate (di cui solo 4 annullate per motivi tecnici) con 140 persone coinvolte. Nell'elenco figurano già quasi tutti i nomi dei "romani" conosciuti al mondo orientistico nazionale. Oltre a quelli già citati: Vincenzo Brandi, Alberto Calzabini, Antonio Sanò e Roberto Cervellati (autori insieme a Chiaretta Ramorino, del primo libro italiano sull'orientamento), Bruno Papalia (presidente in carica dell'ENEA Casaccia Orientering), Alvaro Sargenti, Goffredo Biserna, Chiaretta Ramorino. Solo in un secondo tempo compariranno Erminia Necchi e Sandro Vercelli.
Arriviamo poi al 1980 quando la sezione Orientamento del Cral Casaccia aderiisce al CISO  segnando quindi la fine della storia autonoma di questa esperienza.  
Questa in estrema sintesi, la storia agli albori di  ENEA Casaccia Orientering, che, vale la pena di ricordare,  è l'unica società che organizza (dal 1967, con la sola interruzione nel 1972) un campionato di società basato su  8, fino a poco tempo fa 10-12, gare all'anno, aperto a tutti gli atleti esterni che desiderino parteciparvi. Vale solo la pena di ricordare il quarantennale con tanto di gara celebrativa svoltasi a Formello il 2 dicembre 2007.  
Per concludere vale segnalare la costituzione dell'ENEA Casaccia Orientering come Associazione Sportiva Dilettantisca in data 15 dicembre 2004 con tanto di statuto.

Per molto tempo  la posizione ufficiale della FISO è stata quella di considerare riduttivamente l'esperienza della Casaccia come un fatto aziendale, di non grande portata. Credo sia giusto, senza sminuire i meriti di altri riconoscerne i meriti reali. Tanti titoli italiani nelle categorie veterani, anche. L'espansione nel Lazio, comunque la si consideri, è stata sostenuta da lì. Oggi, il riferimento per le regioni limitrofe (Umbria, Abruzzo, Campania, Molise), è ancora, almeno in parte, ancora lì.Tutto ciò ben difficilmente può essere ridotto a "esperienza aziendale".  
Un primo insegnamento che deriva da questa lunga esperienza è: diffondere il più possibile la conoscenza del nostro sport, ma dare poi anche concretamente la possibilità a tutti di praticarlo con facilità e continuità.
Un altro insegnamento deriva dai numerosi titoli italiani (nelle categorie veterani). La cosa si spiega proprio con la lunghissima pratica del nostro sport, ma ciò significa anche che l'esperienza di gara è assolutamente insostituibile. Stupisce molto il fatto che molti nostri giovani atleti (commento quali giovani atleti?), anche nazionali, preferiscano ritirarsi piuttosto che far "brutta figura". Nella mentalità di un "casacciano" la peggior figura la si fa proprio ritirandosi, oltre a perdere l'occasione di fare un'esperienza preziosa. Infatti, nulla è più prezioso dell'esperienza maturata quando si è ormai "fuori gara", affaticati da una perdita di tempo e di energia eccessive e, ciò nonostante, si tenta di recuperare il più possibile continuando a leggere la carta in condizioni fisiche ancora peggiori del normale.
Un insegnamento completamente diverso deriva da questa considerazione: si sono disputate centinaia di gare senza che si sentisse mai la necessità di un vero e proprio regolamento scritto. Questa peculiarità, ovviamente inesportabile in una federazione strutturata, si è però basata su una realtà che non dovrebbe aver bisogno affatto di essere esportata: la sportività e il fair-play. Date per scontate e note le modalità di organizzazione di una gara, i problemi sorti di volta in volta (necessità o meno di annullare per lanterne rimosse o mal poste ecc...) sono stati risolti con discussioni, a volte anche accese, e le conclusioni raggiunte hanno poi fatto testo per le volte successive. Un regolamento basato in definitiva "sulla giurisprudenza" anziché "sulla legge". Dopo i primi casi, è stato stabilito che la "giuria di gara" fosse costituita da tutti i partecipanti alla gara (all'inizio, l'unico giudice era l'organizzatore/tracciatore). Questo è possibile solo nel caso in cui l'agonismo, per quanto acceso, non degeneri mai nella difesa ad oltranza di un interesse personale, pena l'innesco di diatribe infinite. Certo è difficile immaginare che si possa governare in questo modo in una situazione in cui il "fair-play" ha bisogno di essere propagandato, reclamizzato e premiato.  Questo purtroppo non è più vero tant’è che da alcuni anni vige un regolamento molto articolato per preparare e gestire le gare del Trofeo ENEA.
Il campionato sociale ENEA Casaccia, ormai conosciuto come Trofeo ENEA, attira verie decine di concorrenti delle società laziali di orienteering, costituendo un riferimento nel panorama agonistico, pur essendo classificate come gare promozionali, del Lazio.

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